Sul confine: Vacanze dell’anima gioca tra limite e possibilità. Marco Paolini: raccontare la guerra come esperienza di uomini

Il doppio appuntamento di Senza vincitori né vinti: un rito collettivo per celebrare la pace.
La musica proposta come strumento di relazione, nelle stanze di una casa di riposo e in una passeggiata sonora. Le sfide delle imprese dalla loro viva voce, il valore del territorio dentro i suoi prodotti. La rassegna si chiude con un dialogo delicato e ardito sul confine ultimo, tra vita e morte.

Comunicato stampa, 7 luglio 2018

“Togliere la retorica alla celebrazione della guerra, raccontarla come esperienza di uomini. Questo ha senso, per questo ci si mette insieme, si canta, si attraversano i luoghi, si cercano le parole partendo da maestri come Mario Rigoni Stern”. Così Marco Paolini descrive il rito collettivo che si appresta a vivere, da co-protagonista, sabato 28 e domenica 29 luglio, alle ore 21: con Simone Cristicchi sarà a Cima Tomba, luogo simbolo della Grande Guerra, per portare in scena Senza vincitori né Vinti, appuntamento simbolo del Festival Vacanze dell’Anima.

I due grandi narratori, insieme per la prima volta, interpretano un testo scritto a quattro mani da Francesco Niccolini e Mario Rigoni Stern, a dieci anni dalla morte del Sergente e nel Centenario della Prima Guerra Mondiale. Con una lingua asciutta, essenziale, precisa, rompono gli schemi, raccontando la guerra, con le sue storie nella Storia, senza la minima traccia di quell’enfasi retorica, figlia della propaganda, che caratterizzava un po’ ovunque il racconto del conflitto. Una lezione più che mai attuale, in un tempo dominato dagli slogan ad effetto, dalla corsa a chi “grida più forte” per conquistare un like o un passaggio in tv. Un tempo in cui la guerra non è finita, ma spesso i suoi drammi durano nella memoria collettiva il tempo di una condivisione.
Questa orazione alla pace è  composta di parole e musica, con le partiture originali di Alessandro Grego, interpretate dal Coro Valcavasia e da un quintetto di musicisti d’eccezione diretti dal maestro Filippo Faes.
Un momento che si preannuncia di grande intensità e che rappresenta l’evento simbolo del programma della nona edizione del Festival, dedicata al tema Giocare con i confini: un percorso immerso nel paesaggio-palcoscenico della Pedemontana Trevigiana, con la direzione artistica di Loris De Martin.

Giocare con i confini è farne esperienza, toccare il limite e la possibilità. Questo il segno del programma 2018 di Vacanze dell’anima: incursioni tra arte, impresa e sociale.

Il doppio evento a Cima Tomba è rito collettivo per proporre insieme un messaggio di grande attualità sull’inutilità del conflitto. Ecco che nel dialogo fra un soldato e un giovane militare, liberamente ispirato al romanzo Storia di Tönle, emerge l’omaggio a 6 milioni di giovani massacrati inutilmente per difendere un confine. E lo stesso palcoscenico naturale accoglie anche chi la guerra l’ha vista davvero, non solo l’ha ascoltata nei racconti. Tra i musicisti, Alaa Arsheed, giovane profugo siriano, che con la sua presenza porta attenzione alle guerre non ancora finite e mostra come il talento sia più forte del conflitto.

Saranno le imprese a raccontare le proprie sfide nella giornata di apertura del Festival, il 19 luglio. Alla fornace un workshop pomeridiano e un incontro serale (ore 20.30) con Stefano Schiavo, per approfondire le opportunità di innovazione offerte dai mercati, dalle nuove tecnologie, dal passaggio di testimone tra generazioni.

Due concerti Sul confine propongono la musica come occasione di incontro. Con una Passeggiata sonora in programma il 20 luglio (ore 16.30), il pubblico potrà sperimentare il potere della musica come strumento di conoscenza di sé e dell’altro, una immersione in natura per ascoltare, cantare e ballare. Mentre, lunedì 23 luglio (ore 16.30), un luogo spesso ai margini della nostra società sarà la cornice inconsueta di Note in dono, un concerto aperto al pubblico nella casa di riposto Prealpina di Cavaso, per cercare assonanze nuove.

Le storie di contadini, agricoltori e trasformatori artigiani veneti, accanto a quelle dei loro prodotti, sono al centro dell’appuntamento Il senso della lumaca e altre storiedomenica 22 luglio a Monfumo (ore 15). Una giornata dedicata ai sapori, tra i presidi Slow Food e i cereali antichi del progetto Libera nos in campo, per una degustazione guidata e una cena con prodotti a Km 0.

Un dialogo delicato e ardito insieme conclude il programma della rassegna: sabato 4 agosto alle ore 10, (con)fine vita, nella biblioteca comunale di Montebelluna. Il Festival guarda in faccia un tema tabù, oggetto di conflitti, fraintendimenti, silenzi o semplificazioni e il dialogo affronta aspetti legali, psicologici e pratici, fino alla dimensione filosofica e spirituale.

Informazioni e prenotazioni
www.vacanzedellanima.itinfo@vacanzedell’anima.it – M 3388037443

Ufficio stampa
Frontiere / Roberta Voltan – press@frontiereprogetti.com – M 338 8670108

2018-07-06T16:05:09+00:00 7 / 7 / 2018|