Sul confine: Vacanze dell’anima gioca tra limite e possibilità.

Il doppio appuntamento di Senza vincitori né vinti: un rito collettivo per celebrare la pace. La musica come strumento di relazione. Le sfide delle imprese dalla loro viva voce, il valore del territorio dentro i suoi prodotti. Il dialogo delicato e ardito sul confine ultimo, tra vita e morte.

Giocare con i confini è farne esperienza, toccare il limite e la possibilità. Questo il segno del programma 2018 di Vacanze dell’anima: incursioni tra arte, impresa e sociale.

Il doppio evento a Cima Tomba è rito collettivo per proporre insieme un messaggio di grande attualità sull’inutilità del conflitto. Ecco che nel dialogo fra un soldato e un giovane militare, liberamente ispirato al romanzo Storia di Tönle, emerge l’omaggio a 6 milioni di giovani massacrati inutilmente per difendere un confine. E lo stesso palcoscenico naturale accoglie anche chi la guerra l’ha vista davvero, non solo l’ha ascoltata nei racconti. Tra i musicisti, Alaa Arsheed, giovane profugo siriano, che con la sua presenza porta attenzione alle guerre non ancora finite e mostra come il talento sia più forte del conflitto.

Saranno le imprese a raccontare le proprie sfide nella giornata di apertura del Festival, il 19 luglio. Alla fornace un workshop pomeridiano e un incontro serale (ore 20.30) con Stefano Schiavo, per approfondire le opportunità di innovazione offerte dai mercati, dalle nuove tecnologie, dal passaggio di testimone tra generazioni.

Due concerti Sul confine propongono la musica come occasione di incontro. Con una Passeggiata sonora in programma il 20 luglio (ore 16.30), il pubblico potrà sperimentare il potere della musica come strumento di conoscenza di sé e dell’altro, una immersione in natura per ascoltare, cantare e ballare. Mentre, lunedì 23 luglio (ore 16.30), un luogo spesso ai margini della nostra società sarà la cornice inconsueta di Note in dono, un concerto aperto al pubblico nella casa di riposto Prealpina di Cavaso, per cercare assonanze nuove.

Le storie di contadini, agricoltori e trasformatori artigiani veneti, accanto a quelle dei loro prodotti, sono al centro dell’appuntamento Il senso della lumaca e altre storiedomenica 22 luglio a Monfumo (ore 15). Una giornata dedicata ai sapori, tra i presidi Slow Food e i cereali antichi del progetto Libera nos in campo, per una degustazione guidata e una cena con prodotti a Km 0.

Un dialogo delicato e ardito insieme conclude il programma della rassegna: sabato 4 agosto alle ore 10, (con)fine vita, nella biblioteca comunale di Montebelluna. Il Festival guarda in faccia un tema tabù, oggetto di conflitti, fraintendimenti, silenzi o semplificazioni e il dialogo affronta aspetti legali, psicologici e pratici, fino alla dimensione filosofica e spirituale.

2018-07-17T08:45:18+00:00 7 / 7 / 2018|